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Questo post, scusatemi, sarà poco divertente e un po’ crudo. Leggete a vostra discrezione.

Questa settimana ho fallito.
Ho sbagliato, ho fatto un passo indietro.
Qualche giorno fa ho avuto una crisi depressiva, una di quelle forti.

Non mi capitava così forte da un po’, pensavo stupidamente di aver superato quella fase anche se razionalmente so che non è una fase, che mi succederà per sempre di avere questo tipo di crisi e che devo imparare a gestirle molto meglio di come ho fatto martedì.

Dicevo, ho avuto una crisi depressiva.

Il giorno prima ero stata ad una festa, avevo indossato un vestitino nero e una parrucca fucsia. Un ragazzo ci ha provato con me, abbiamo giocato tutta la sera a giochi di gruppo, è stato carino.
E’ stato carino finché non è precipitato tutto in un vortice di disgusto per me stessa e fastidio nei confronti degli altri; mi sono chiusa, isolata in mezzo a loro, ho smesso di parlare, di ridere, di voler essere lì. 

Sono tornata a casa con un senso di nausea allo stomaco.

Il giorno dopo ero insolitamente allegra. Mi sforzavo così tanto di essere allegra da risultare esagerata, finta. Ogni volta che ridevo mi veniva da piangere.

Alla fine, la sera, sono esplosa.

Insomma, ho avuto una crisi depressiva.

Non sentivo niente se non nausea e confusione, era diventato improvvisamente tutto nero e ostile. In alcuni momenti non sentivo nulla, in altri era come avere una guerra nel cervello.

C’erano i miei a casa ma stavano dormendo; erano circa le due di notte quando sono scesa in cucina e sono ricaduta in un’abitudine che pensavo di aver lasciato alle spalle.

L’autolesionismo.

Il pensare che il male fisico sia più sopportabile di quello schifo che provo dentro, il desiderare di sentire del male piuttosto che non sentire niente, e tutte quelle altre cose da manuale che trovate su internet.

Ho preso uno dei coltelli da cucina, mi sono arrotolata la manica del pigiama e ho premuto la lama sulla pelle, abbastanza in alto da rendere più difficile ora vedere i tagli grazie alle maniche lunghe.

Una, due, tre volte.

Non esageratamente profondi, abbastanza da sanguinare per un po’.

A ripensarci adesso mi sembra una cosa così idiota da fare che mi chiedo cosa stessi pensando in quel momento, se stessi almeno pensando.

So che non vorrò dirlo alla mia psicologa. Non vedrà i tagli, non lo saprà se non sarò io a dirglielo.

Avrò il coraggio di parlargliene? Non lo so. Non lo so davvero. Dovrò sforzarmi molto, ma non so se ne sarò in grado.

Nel weekend dovrei andare ad un altro concerto.

Mi ha invitata un ragazzo conosciuto due settimane fa.

Dice che gli farebbe piacere.

E io non voglio andare.

Non voglio, non voglio, non voglio.

Ho paura che succeda di nuovo, che io mi spenga, che una volta tornata a casa voglia soltanto mettermi sotto la doccia e piangere per ore, sentendomi in colpa per essermi rovinata da sola un’altra serata. Ho paura che lui abbia delle aspettative nei miei confronti, ho paura di essere a disagio, ho paura di finire di nuovo come l’altra sera, in cucina alle due di notte con un coltello in mano.

Spero che questo post non vi faccia troppa impressione, avevo bisogno di ammettere a me stessa e a qualcun altro che a volte fallisco, nonostante l’impegno.

E’ un passo indietro in un cammino veramente lungo e difficile, per quanto io ci scherzi su.

Capita di sbagliare. Come capita a me capiterà a -quasi?- chiunque si trovi in una situazione difficile, ma spero che post come questi possano un giorno aiutarvi a sapere che per forza di cose a volte dobbiamo sbagliare e fallire per riprovare con più determinazione.

Per oggi è tutto, tornerò presto con post più allegri, lo giuro.

Buonanotte, Spelacchiati.

Buonasera Spelacchiati, come state?
So di star un po’ latitando qui sul blog ma sono presa dalla patente, dagli esami, dalla psicologa e dal volermi rimettere in forma… Sto preparando un paio di post sulle mie sedute di psicoterapia ma stanno richiedendo molto tempo, dunque per ingannare l’attesa e festeggiare i 600 followers ho preso delle domande un po’ a caso da diversi tag, giusto per farvi sapere qualcosina di me. 
Voi che fate? Come ve la passate? Ditemi tutto quello che volete, rispondete alle domande, insomma, sbizzarritevi!

Tradurrò un po’ a caso perché già passo la vita a leggere e tradurre ora voglio spegnere il cervelletto.

  1. Qual è una caratteristica che ti repelle nelle altre persone?
    L’IGNORANZAAAAHHHH!
    Puoi anche avere l’aspetto di Tom Hiddleston, ma se hai il cervello di Salvini non riuscirei a limonarti neanche per dieci secondi.
    Che atroce visione, una nuova creatura mitologica: fuori bellissimo dentro orribile.
  2. Qual è la caratteristica che più ti attrae nelle altre persone?
    Non so come esprimermi se non dicendo “dev’essere sopra le righe”. Per farvi capire, i miei ex sono: un regista, un musicista, un giramondo che fino a due settimane fa stava dall’altra parte del globo e una specie di “poeta maldetto” che più che altro era scemo, ma avete capito il genere. Insomma, mi piacciono gli artisti, quelli che mettono il cuore in quello che fanno, che hanno un mondo fuori di me e che non mi mettono al centro dell’universo. Con ovvi risultati: me sola e col cuore spezzettato.
  3. Come dovresti essere secondo il tuo segno zodiacale?
    Praticamente come sono, ovvero con due lati estremamente diversi e spesso in conflitto tra loro. E infatti sono un po’ una cretina e un po’ una depressa scassapalle, direi una Gemelli doc.
  4. A che età hai scoperto che Babbo Natale non esiste?
    Argh, il trauma.
    Credo di aver cominciato a subodorare qualcosa già in prima elementare, non so quando ho realizzato ufficialmente la cosa.
  5. A che età hai avuto la tua prima esperienza sessuale?
    Eh regà, che vi devo dire, ho atteso parecchio prima di usare la mia V card. Avevo ben 21 anni ed ero estremamente vicina ai 22, non perché cercassi l’anima gemella o cosa, diciamo che prima di una certa età non me ne importava proprio nulla dei maschi e quando ha cominciato a importarmi  ho conosciuto solo deficienti. Diciamo che ho da recuperare del tempo perduto.
  6. A che età hai avuto la tua prima cotta?
    Mah, appena aperto gli occhi probabilmente, solo che non mi ricordo. Beh alle elementari c’era un bambino che mi piaciucchiava ma le vere cotte, quelle che pesano e ti struggono il cuoricino di adolescente che ti ritrovi, le ho vissute alle superiori… In prima superiore ero proprio andata, persa, completamente sbarellata per un ragazzo che andava all’artistico, suonava la batteria e tra una cosa e l’altra si faceva canne ovunque. Che vi avevo detto?
  7. Qual è il più bel complimento che ti abbiano mai fatto?
    “Ehi in questa foto sei uscita bene… Non ti si vede!”
    Fine.
  8. Il miglior sesso che tu abbia mai fatto
    Sei ore in un motel con stanza a tema, specchi ovunque e vasca idromassaggio in camera. C’entra anche un barattolo di nutella, ma non aggiungo altro, Vostro Onore.
  9. Hai tatuaggi?
    Non ancora, ma vorrei sicuramente tatuarmi un pinguino da qualche parte e qualcosa che simboleggi il mio cane, come le vere donnicciuole tamarre.
  10. Fumi?
    Spesso dalla rabbia, sì.
    Simpatiche battute a parte diciamo che ho un accendino e un pacchetto di sigarette in borsa quasi sempre, ma fumo molto raramente. Ho cominciato perché a volte, preda della mia depressione, mi serviva un modo civile per defilarmi dalle situazioni e non c’è niente di meglio di dire “pausa sigaretta” quando vuoi piangere tantissimo in un anfratto in solitudine.
  11. Hai mai incontrato qualcuno conosciuto online?
    Sìssignore, Tinder è nostro amico. Il mio consiglio è sempre quello di fare super iper mega attenzione, ma secondo la mia esperienza non è così difficile trovare persone normali sulle app di incontri. Bisogna fare una bella scrematura però.
  12. Quanto sei alta e quanto pesi?
    A ‘fanculo tutti quelli che dicono “oh io la bilancia non la guardo mai e vivo felice”; il cazzo, gente, il cazzo. Io sono alta 1,73 e peso fino a un anno e mezzo fa ero normopeso coi miei sessanta chiletti, nell’ultimo anno tra ansia, depressione, cibo visto come unico amico in un mondo di melma ho preso cinque chili che si fanno sentire TUTTI.
  13. Se potessi sposare un principe Disney quale sceglieresti?
    Sono malata, lo so.
    La Bestia, di La Bella e la Bestia.
    No, non quando si trasforma in principe.
    Shh.
  14. Un film che ti fa sempre piangere
    Oddio, forse Free Willy. Di recente ho visto Titanic al cinema e sono uscita che ero un panda, mascara e matita sbavate su tutta la faccia… Piango facilmente, che ci devo fare.
  15. Una tua caratteristica sexy
    Il mio microscopico cervello.
  16. Cosa ti fa dire “basta” ad una relazione?
    Idee politiche estremamente opposte e un attaccamento alla madre esagerato. Ho visto cose che mi hanno lasciata basita.
  17. Ti hanno mai beccata a masturbarti/guardare porno?
    Grazie al cielo no, per quanto io sia disinibita riguardo al sesso credo che ci sarebbe del notevole imbarazzo con i miei genitori.
    Porte chiuse, cronologia cancellata e via.
  18. Hai mai tradito?
    No, è una cosa che penso riuscirei mai a fare perché ho una morale stupidamente troppo incisiva.
  19. Ti hanno mai arrestata?
    Nope, sono troppo intelligente per essere presa.
  20. Il tuo viaggio dei sogni?
    La Nuova Zelanda. Credo che solo per andare lì sopporterei tutte quelle ore di volo.

Sono incazzata nera, stavolta seriamente. Sì, una volta ogni tanto anche io so essere seria, non come Mentana durante le sue maratone.
Sono incazzata nera ma di un nero pece proprio, Salvini mi farebbe salire su un barcone in un nanosecondo.
Vi spiego: ogni volta che il mio vicino di casa deve aiutare la figlia con la matematica è sempre la stessa stracazzo di storia: lui urla, bestemmia, impreca, sbatte le mani sul tavolo, strepita mentre la figlia piange.
In estate la situazione era normalina, ora è ricominciato l’incubo.

Ora, i miei mi dicono di farmi i cavoli miei e tenere le appendici nasali nei miei affari perché a casa sua il tizio può fare più o meno quello che vuole e finché non le mette le mani addosso in poche parole sono cazzi suoi.
La mia opinione?
‘Sti cazzi sono affari suoi.
Se tu maltratti psicologicamente una bambina di setto/otto anni e io ti sento, vengo a parlarti perché “coglionazzo avvisato mezzo salvato” e se lo fai ancora ti mando la polizia, così sarà chi di dovere a decidere se tu sei un pezzo di sterco secco o sono io ad essere esagerata. Okay?
Magari non la sta maltrattando, magari io esagero, ma ciò non toglie che se vuoi fare porcate le fai lontano da me, dove io non possa sentire un cazzo perché mi disturba profondamente quello che fai e non devo vivere male per colpa tua  esimio pezzo di guano.
Se stiamo tutti ad aspettare che succeda il peggio, poi quando il peggio succede che facciamo? A chi diamo la colpa? Prendiamo un nero qualunque e diciamo che è stato lui? 
Non dico che ‘sto bifolco del mio vicino farebbe qualcosa di esageratamente violento, ma non si sa mai nella vita e sinceramente io di sentire una o due volte a settimana questo che urla come un indemoniato e una bambina che piange mi sono rotta le palle.
Mi stavo vestendo per andare a citofonargli quando hanno smesso e ora li ho sentiti uscire, altrimenti ero già con le corde vocali di fuori davanti a lui; sia chiaro, in caso io lo becchi nel cortile del condominio non solo gliene dico quattro, ma gliene dico sedici. Forse anche di più.

Non so se ho reso abbastanza chiaro il concetto qui sul blog ma io odio i bambini.
Li detesto.
Mi innervosiscono a un livello così viscerale che penso sia anomalo, ma non posso farci niente.
Ciòdetto, se tu sei così testa di cazzo da mettere al mondo una persona e poi la tratti così sei uno stronzo e a me non frega nulla che sei a casa tua, sfondo il muro che ci separa a martellate e per prima cosa ti mando a cagare come dovrebbe fare la bambina, in secundis chiamo gli sbirri e in terzo luogo mi prendo qualcosa di valore da casa tua come risarcimento morale. 

“Ai nostri tempi era normale” dicono i miei.
NON CREDO PROPRIO, OKAY?
Io credo che ai tempi i ragazzini facevano i cretinetti e le madri lanciavano loro le ciabatte di legno, questo sì, ma sono abbastanza sicura che il livello di angoscia fosse molto diverso da quello che io avverto durante queste scenate. Quando mia zia sclerava malissimo contro mio cugino che non faceva i compiti lui rideva come un pirlettus, se ne sbatteva le natiche e continuava a giocare al gameboy.

Insomma, se non mi sentite per un po’ è perché probabilmente il vicino mi avrà presa a botte ma io almeno avrò la coscienza a posto e mi sarò tolta la soddisfazione di dirgli in faccia che razza di imbecille ignorante e bifolco lui sia.
Ovviamente dato che do gia ripetizioni mi offrirò di dare una mano gratuitamente alla bambina perché per quanto io odi la categoria c’è un limite a tutto.

Spero che questo post serva a qualcosina ina ina, ovvero se vedete o sentite qualcosa che non vi sembra giusto fate qualcosa, per quanto fuori luogo o esagerato possa sembrare.
Io alla prossima mi attivo come una pokèball, vi terrò aggiornati sperando che il tizio non mi spacchi la faccia (perché è bello grosso, ‘sto strunz).

Scusate per il post serioso, giuro che tornerò a scrivere boiate ma questo era doveroso perché sto per esplodere.

Argh ergh irgh orgh e anche urgh.

Questo post, vi avviso, sarà lungo, acido e con un bel po’ di improperi perché questo film mi ha messa veramente a durissima prova; credo che un qualcosa di così brutto non lo avessi ancora visto e sicuramente non al cinema.
Risultati immagini per slender man filmSe state pensando di andare a vedere Slender Man, non fatelo.
Piuttosto virate a qualche attività più divertente e meno straziante, tipo spararvi a un dito alla volta, ascoltare tutti i discorsi di Berlusconi al Parlamento Europeo, farvi la ceretta alla testa, dar da mangiare ai pirana usando il vostro corpo come mangime… Insomma, cose di questo tipo che sono sicuramente un intrattenimento migliore rispetto a quella cloaca che non è altro Slender Man, film di Sylvain White (vi state chiedendo chi sia? Anche io.) c’è qualche attrice giovanissima famosina (la rossa, l’unica che sa vagamente recitare, io l’avevo molto apprezzata in “Ouija” di Mike Flanaghan).
Ma passiamo al film, che fremo dalla voglia di farvi capire quanto sia brutto.

Il film comincia con quattro ragazze e alcune delle battute più trite, ritrite, fastidiose e PER NULLA DA GIOVANI, CAZZO.

La Rossa e un’altra sono lì a cincischiare quando una delle due starnutisce: “Ma tu lo sapevi che i pellegrini pensavano che starnutendo espellessi i demoni dal tuo corpo? Per questo non starnutisco mai, voglio tenerli tutti nella mia anima.”
“Esemplari di maschio primitivo da esaminare da vicino”
Le ragazze si avvicinano a ‘sti esemplari di maschi e per fare le simpatiche: “Oh, io lo so cosa vi fate stasera… una sega di gruppo!”

MA CE LA FACCIAMO NEL 2018 A INVENTARE DEI DIALOGHI CHE SIANO NON DICO STREPITOSI, MA QUANTOMENO VAGAMENTE CREDIBILI?
Ma questa gente ha mai interagito con un adolescente o li hanno solo visti in fotografia? E a parte tutto, chi mai parlerebbe così nella vita vera!? Ma porca merda, guarda te se io mi devo infuriare già ai primi tre minuti di film.

Poi una di queste cretine a caso torna a casa dai genitori e sorellina e viene fuori che lei corre i 1600 metri. Questa informazione io l’avevo immagazzinata pensando già cose tipo “ah quindi lei sarà quella che correndo come Beep Beep si salva le chiappe?”
Beh, spoiler: questa informazione non c’entra un cazzo. Non verrà mai più detto nulla riguardo la corsa. NIENTE.

Ma vi rendete conto che la gente viene pagata un sacco di soldi per scrivere dialoghi che non portano da nessuna parte? Ma tu puoi occupare minuti di film con informazioni che non servono!? E’ come far vedere una pistola che viene messa da qualche parte, uno si aspetta che a un certo punto venga utilizzata, e invece nessuno la tocca più. MA OOOOH??

Poi c’è una parte aberrante in cui ‘ste deficienti parlano di porno femminista e dicono proprio “eh sono i film pee o poo ma dalla nostra prospettiva”.
Ora, lo vedete tutti che è un problema descrivere così il porno femminista o devo passare io per nazi?
Cerco di dirlo con calma, come una lady. Come una persona con cui si può avere un dialogo.
Allora. Non è che se mostri una scena di violenza inaudita ma lo fai dal punto di vista della vittima allora diventa una scena non violenta e addirittura a favore della vittima. Rimane una scena violenta di uno che pesta un altro.
Quindi se tu prendi un porno in cui un uomo piscia addosso a una donna, la umilia, le lancia i suoi escrementi addosso e fai comunque vedere il piacere dell’uomo in tutto questo, RESTA UN CAZZO DI PORNO NON FEMMINISTA.
Se vuoi fare un porno femminista devi fare in modo che queste pratiche diano CHIARAMENTE, INNEGABILMENTE piacere anche alla donna, o che le piaccia da matti la situazione, che sia consenziente, che la cosa LE VADA BENE. Okay? Qualcuno può spiegarglielo, per favore?
Ma di cosa stiamo parlando, tanto è solo un film del cazzo che vedranno i ragazzini senza capire niente di queste cose, quindi perché alterarsi, Sara.

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Chiaro? Bene.

Va beh, ste quattro gallinacce si mettono a fare ricerche su Slenderman, ovvero questa creatura che a quanto pare porta alla pazzia e alla morte chiunque lo evochi; la ragazza rossa (Katie) deficiente come non mai decide di evocarlo guardando il video apposito (si sa come si dice, no? Rossa di capelli vogliosa di Slendermanelli).
Guardano ‘sto video inutile -fa molta più paura un qualsiasi video di Salvini, giuro- ma loro rimangono “toccate” dal maligno e cominciano a fare sogni pazzerelli. No, non pazzerelli come i miei che vedono coinvolti due o più attori fighi, pazzerelli nel senso di “solo vagamente inquietanti”.

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Una settimana dopo la coglionazza, la rossa, è sparita.
MA MENO MALE!!! Giustizia divina.

Una notte il padre alcolizzato della Rossa entra a casa di ‘sta demente, quella di cui io non mi ricordo assolutamente il nome e non ho intenzione di cercarlo, e comincia a chiedere dov’è sua figlia, perchè la stanno nascondendo, bla bla bla e la prende per le spalle; a questo punto questa sclera come una pazza, neanche lui avesse cercato di girare un porno femminista con lei, e scappa con la sorella chiamando la polizia.
Se ci trovate un senso in queste scene chiamatemi, grazie.

Le amiche cretine cominciano a dire “maaaa se c’entrasse il video?” “Nooo macheddici ti pare?” “Ma vaaa quale video? Io non ho visto niente”
Insomma, fanno le gnorri.
Quindi seguono scene di loro che vagano per la città da sole, di notte, nei posti meno illuminati del mondo senza alcuna supervisione dei genitori e vanno pure a intrufolarsi nella casa della scomparsa, con il padre “pericoloso” della rossa che dorme sul divano; il grandioso piano per entrare senza farsi vedere da lui è che una lo distragga e le altre si intrufolino.
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Ora qualcuno mi dice che cazzo di piano è andare a parlare con un uomo chiaramente problematico che è pure entrato in casa di una di loro di notte “aggredendola”!? A parte che ‘sto poveraccio non fa niente di male anzi è tutto un cucciolino “grazie per essere qui, apprezzo l’aiuto…” ma non ha un minimo di senso!!!

Proseguo se no non ne usciamo più, in camera della rossa prendono un pc in cui ci sono video di bambini che in qualche modo vedono Slender Man e poi sono spariti e le nostre eroine non è che dicono “oh, merda, sarà forse il caso di mostrarlo alla polizia visto che è quello che è successo anche alla mia amica” , se lo tengono per loro PERCHE SONO DELLE CRETINE COL CERVELLO ATROFIZZATO DALLA DROGA.

Poi si mettono a leggere le chat della Rossa e ispezionarle in computer.
Ora.
Se io sparissi e qualcuno frugasse nel mio pc io tornerei indietro in qualunque modo soltanto per ucciderlo. A parte che troverebbe solo siti porno e racconti lasciati a metà, ma mi darebbe un fastidio allucinant.
Risultati immagini per gif hide secretsIl personaggio principale, Wren (che cazzo di nome è Wren, ma porca puttana) giuro che diventa sempre più insopportabile fotogramma dopo fotogramma. Lei è l’unica che crede a sto persoanggio strano, che fa ricerche come Bella di Twilight, che cerca di convincere le altre a fare un altro rito per riprendersi l’amica Rossa… Oh zia ma ti calmi?

A parte che è chiaramente Rory Gilmore un po’ più povera e un po’ più bruttina, quindi io continuavo ad aspettarmi che dicesse di voler andare ad Harvard e uscire con Dean… Alla fine rompi che rompi le altre, con le balle che rotolano ovunque, accettano di fare ‘sta seconda riunione macabra.

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Dai, ditemi che non è Rory Gilmore

Come delle deficienti si bendano e vanno in questa foresta che non si sa dove sia, non si sa come ci arrivino ogni volta, non si sa niente, e una volta lì in mezzo al nulla si bendano.
Una cosa devono fare, una sola: tenere sta cazzo di benda sugli occhi qualunque cosa succeda perché se lo guardano in faccia SlenderMan si impossessa di loro.
Secondo voi quanto regge la nera (perché sono sempre i neri quelli che non sanno seguire le regole, ormai si sa) a togliersi la benda e guardarsi intorno COME UNA COGLIONAZZA QUALUNQUE?
Ve lo dico io: tre secondi. Netti.
Al primo suono che sente è già lì a occhi spalancati.
Solo che essendo una più rincoglionita dell’altra appena questa strilla e si mette a correre le altre lanciano via le loro bende e cominciano a correre TOTALMENTE A CASO E SENZA LOGICA ALCUNA per la foresta.

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Tra l’altro scena che: 1) non fa paura per un cazzo e
2) non ha senso per niente perché ‘ste pagliacce hanno una torcia ciascuna e porca puttana tu non vedi quella con la torcia a venti centimetri da te finché non vai a sbatterci contro con tanto di strillo che serve giusto per cercare di spaventare noi spettatori?
Ma io non lo so cazzo, ma uno spunto nuovo in questo film? Anche solo uno, per farci vedere che ci avete creduto almeno per mezzo secondo in questa produzione?

Tra un dialogo di merda e l’altro ci si rende conto che  la nera è sempre più strana (“non ho visto niente, sto benissimo, gnè gnè” SI IL CAZZO NON HAI VISTO NIENTE, ORMAI TI ATTACCHI E TIRI FORTE, BELLA) e una sera riceve un video o una chiamata o non so che cosa, fatto sta che sullo schermo del suo cellulare c’è casa sua vista da fuori e lei che va alla finestra e poi si vede qualcuno che sale le scale, bla bla bla, che paura mamma mia, e finalmente vediamo questo spaventosissimo essere. (altra scena veramente pietosa con lei che chiaramente sola davanti alla telecamera deve far finta di essere terrorizzata e tenuta per il collo… Mamma mia, brividi. Brividi di schifo.)n più questo essere non è niente di nuovo, perché é palesemente un Dissennatore appena uscito da Azkaban.
UGUALE.
Manca solo il mantello.

MA CE LA FACCIAMO!? MA POSSO PAGARE DEI SOLDI PER VEDERE UN DISSENNATORE A SPASSO PER L’AMERICA?

L’altra tizia che nessuno si fila intanto viene invitata da un ragazzo a casa sua e lei se ne sbatte potentemente le natiche del fatto che c’è un’ombra inquietante ovunque lei vada, accetta perché non si può resistere al richiamo del pene.
Va a casa di sto qui e cominciano a limonare sempre più duro finchè, mezzi nudi, non si ritrovano avvinghiati solo che lei viene presa da una visione provocata da SlenderMan e slcera di brutto, urla, strepita, fa la pazza.

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Qui c’è l’unica scena che un pochino di reazione suscita ma solo perché il tizio si trasforma in un coso veramente bruttino, ma niente di più.
Tra l’altro poveraccio si alza di scatto urlando “non ti ho fatto niente!” perché a quanto pare ogni uomo al mondo ora non ha chiara la differenza tra il “provarci” e il “molestare”. (Mamma mia quanto vi prenderei a schiaffi voi che dite queste cose, schiaffi perenni).
Intanto quella cogliona di nostra conoscenza, Wren, è in biblioteca a vivere un’altra scena veramente pietosa e che fa venire il latte alle ginocchia in un chiaro tentativo di rubare il lavoro alle mucche da mungere.
La Parmalat dovrebbe far vedere questo film ai dipendenti, raddoppierebbe la produzione.

COMUNQUE sta scena di melma in cui viene inseguita qua e là tra gli scaffali (cioè ragazzi capite che innovazione? Che guizzo geniale? Un inseguimento tra degli scaffali di una biblioteca buia e solitaria, io non so come gli sia venuta in mente una scena del genere, Christopher Nolan cazzo prendi esempio! Tarantino, guarda qui! Prendete appunti, ragazzi, è così che si fa il cinema.)

Scusate so di essere acidella stavolta ma mi ha davvero innervosita tantissimo questo film.

Poi non succede niente per un sacco di tempo aleggia soltanto questa atmosfera cupa che, onestamente, aveva rotto le balle già dieci anni fa figuratevi adesso; saltiamo cose inutili saltiamo cose inutili e ad un certo punto la sorella di quella di cui non ce ne frega niente (allora non so il nome della sorella come potete pensare che mi interessi come si chiama questa?) comincia a stare male.
Si è rotta le balle anche lei di essere in questo film? Probabile, ma non è per questo che sta male: a quanto pare quella pirla di Rory Gilmore 2 la vendetta ha cercato di contattare di nuovo Slenderman con la sorellina di quella senza nome. Brava stronza, tira in ballo pure una bambina! Ma vedi che devi morire!?

Incazzata come una biscia questa qui di cui non so il nome va da Wren, Dren, come cazzo si chiama e la trova sul davanzale della finestra, mezza in trance.

Ora.
Secondo voi almeno in questa situazione UN DIALOGO DECENTE SONO RIUSCITI A METTERLO?
NO.
Sapete cosa dice la tizia senza nome a Wren?
“Wren, dammi la mano, rischi di cadere così!”

Rischi di cadere.
RISCHI DI CADERE.

Minchia ma sei stata tu a cadere, di testa, quando eri piccola!

Poi Wren tutta piangente dice “non basta dargli qualcosa a cui teniamo, lui vuole noi!”
E l’altra fa la faccia terrorizzata e sconvolta.
Io ero in subbiglio. Sberequeck.
FATEMI CAPIRE, IN QUESTI IN QUESTI OTTANTA MINUTI DI PURA AGONIA VOI NON AVEVATE ANCORA NEANCHE CAPITO CHE VOLEVA ACCHIAPPARE PURE VOI? Cosa pensavate stesse succedendo, razza di deficienti acefale dal quoziente intellettivo di un ameba? UNA PARTITA A GUARDIA E LADRI? DEFICIENTI CONTRO TIZIO INQUIETANTE?
Madre de Dios, che fastidio.

Scema e più scema sono lì a scambiarsi sguardi di panico per circa mezz’ora quando poi SlenderMan si palesa e lo sentono al piano di sotto che muove oggetti, fa cose ignote, si guarda un film.
Io vi giuro che sono con le mani tra i capelli mentre scrivo questa roba perché per me è allucinante che ancora facciano film di questo livello.
Dicevamo, Slendy è al piano di sotto e la nostra eroica Wren, salvatrice della patria sapete cosa fa?
…Chiude la porta a chiave.

Ragazzi io me ne vado.
Io giuro che qui ho detto ai miei amici “sentite, io vi aspetto fuori” ma loro mi hanno costretta a rimanere.

Sinceramente non mi ricordo cosa succede poi ma tipo niente di importante e alla fine si ritrovano ancora in questa cazzo di foresta che non si sa dove sia, i genitori non si sa dove siano, a nessuno frega una mazza di queste qui (piuttosto comprensibile) e la nostra nuova protagonista -perché non è più Rory la protagonista, è la Senza Nome- ha finalmente un lampo di genio e capisce che per salvare la sorellina lei si deve sacrificare.

Ora io descrivo la scena così come accade, storpio solo il dialogo, parola d’onore che il resto succede tutto. Preparatevi.
Quindi spalle dritte, mento in alto, occhi fissi verso SlenderMan gli fa “Oh, zio… prendimi. “
Slendy allora, giustamente, si trasforma un po’ in un mostriciattolo tipo ragno, pronto a magnarla/catturarla/fare quello che deve fare… E LEI SE LA DA A GAMBE!!!
GIURO!!

Io a questo punto stavo ululando dal ridere in sala cinema, non ci potevo credere.
E’ scappata! MA CAZZO!
Ha cominciato a correre come una lepre “tieni mia sorella, addios!” e via come una scheggia.

MA LO VEDI CHE SEI UNA PIRLA?! NON RIESCI NEANCHE A SACRIFICARTI PER BENE! SEI PEGGIO DI HARRY POTTER!

Fatto sta che comunque Slendy ci fa un favore e la acchiappa lo stesso ponendo fine a questa merda di film. 
Sorellina salva, tutte le pirle morte, fatemi uscire da qui.

Mamma mia ragazzi… Mamma mia.
Sto male.
Questo film mi ha lasciata veramente provata, perché io non posso credere che ancora oggi si creino dei prodotti di questa qualità che non è bassa, è infima.
Attrici che non sanno neanche cosa voglia dire recitare, hanno una sola espressione per tutto il film e quando dovrebbero mostrare terrore o sgomento fanno solo delle smorfie; i dialoghi sono veramente inaccettabili, la trama FA SCHIFO -detto onestamente-, Slender Man non hanno saputo renderlo per niente, e cosa ancora più importante nessuno ha avuto paura mai, neanche per mezzo secondo. E non lo dico per fare la spocchiosa, se facesse almeno paura sarebbe l’unico punto positivo di questo film, ma vi assicuro che è anche al di sotto del livello dei film dei “Piccoli Brividi”, che a modo loro facevano paurissima a noi ragazzini pischelletti.

Bocciato su tutta la linea, io non posso credere di aver speso dei soldi per guardare questa cosa.

Scusate se sono stata moooolto schietta, volgarotta ecc ecc ma ormai dovreste essere abituati. Se invece a voi è inspiegabilmente piaciuto… non so, volete il numero del mio psichiatra? Vi sfido a trovare tre cose positive di questo film. VI SFIDO.

Alla prossima, spelacchiatissimi, dopo questo non andrò mai più al cinema a guardare horror. MAI. PIU.

Io credo che prima o poi verrò arrestata per omicidio.

Questa dovrebbe essere una di quelle frasi d’apertura per fare colpo ma io lo credo davvero, perché prima o poi mi scatta il raptus e benvenuta libertà vigilata.

Molto probabilmente succederà al cinema.
Io vi avverto così se vedete una ragazza con gli occhiali e con un cestello di popcorn più grande di lei in mano sapete di dover essere cauti al massimo, in sala, perché se cominciate a rompere i coglioni giuro che vi secco.

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Ora tu, tu genitore che dopo almeno sei anni di convivenza con quell’essere alto un metro e dieci che hai di fianco devi aver capito di aver creato un mostro, dimmi PERCHE’ CAZZO DEVI PORTARE AL CINEMA UN GREMLIN CHE NON SA STARE FERMO PER PIU’ DI CINQUE MINUTI E ZITTO ALMENO TRE SECONDI.
Dimmi perché lo fai, sono sinceramente curiosa.
Vuoi morire?
Vuoi che tuo figlio muoia?
No perché questo succede, se scateni la bestia nel cinema e gli lasci fare quello che vuole senza imbavagliarlo e legarlo alla poltrona: io lo faccio fuori. Lo prendo per le gambette corte che si ritrova e lo lancio nell’iperspazio.
Se si mette a strillare che si sta annoiando mentre nel film succedono cose serie, io mi giro, estraggo un machete dalla borsa e lo faccio fuori come farebbe Goemon di Lupin. Kapish?
Se mi arriva un popcorn in testa perché i vostri bambini giocano a lanciarseli e a tirarli per la sala, prima faccio fuori te, genitore delle mie balle, e poi prendo i bambini, li impano e li friggo.
Okay?

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Esistono le tate. Esistono i nonni. Se volete farvi una serata al cinema pagate chiunque per tenersi due ore il vostro mostro, altrimenti S-T-A-T-E A C-A-S-A e guardate un dvd.

Finito il discorso bambini passiamo agli adulti.
Perché non pensiate di essere migliori, voi.
Vi squarterei uguale.

Film thriller, scena: il padre di famiglia sta cercando di fare l’eroe e armato di una mazza da baseball si aggira per casa perchè vuole andare a chiamare la polizia, noi spettatori sappiamo che nascosto dietro la porta c’è il killer, lui si avvicina al tavolino dove c’è il telefono e alle sue spalle vediamo un’ombra…
E in quel momento dietro di te senti “Eh, tanto adesso muore“.
E capisci che alle tue spalle è seduto Sherlock Holmes.
E ti giri a rallentatore perché vuoi guardare in faccia quest’essere fastidiosissimo, vuoi fucilarlo con gli occhi (perché fa così ogni due per tre) e ti perdi pure un’altra scena.
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Oppure guardando Jurassic Park con un dinosaurone pazzo che insegue il cattivo “eh, adesso lo mangia“.
Ma grazie tante, Poirot.
Grazie, Jessica Fletcher.
Sei così scaltro, così sveglio, hai un cervello così guizzante che vorrei solo sezionartelo, in questo momento.
MA PENSI CHE IO ABBIA PAGATO OTTO EURO PER SENTIRE I TUOI COMMENTI DEL CAZZO?
Pensi di essere il primo ad arrivare alla conclusione OVVIA delle scene? Pensi che mi faccia piacere sentirtelo dire tre secondi prima che succeda?
Poi fossero commenti eccezionali uno potrebbe anche dire “okay dai mi aiuta ad avere una visione del film diversa” MA COSI MI FAI SOLO VENIRE VOGLIA DI FARE COME KONG CON IL VERMONE IN “KONG SKULL ISLAND”, OVVERO STRAPPARTI LE INTERIORA TIRANDOTI LA LINGUA, OKAY?

Scusate per la brutta immagine mentale ma quando ci vuole ci vuole, io questi li rosolerei a fuoco lento in piazza. Un po’ di sale, un po’ di pepe e via.

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Sì lo so ho guardato troppo Hannibal (tra l’altro serie PAZZESCA, recuperatela se non siete super impressionabili).

Oppure ancora sei in sala, in pieno pathos per il film, Rose è su quella cazzo di porta in mezzo all’oceano e non sposta il culone per far salire Jack (perchè CI SAREBBE STATO, LO SAPPIAMO TUTTI) e a un certo punto a tutto volume parte la musica di Star Wars, la Marcia Imperiale.Risultati immagini per phone ringing gifGiuro che prima o poi mi alzo e urlo “FERMATE IL FILM! Fermate tutto, se questa persona non ha silenziato il cellulare sarà una chiamata di fondamentale importanza per l’intero universo quindi ora tutti zitti! Dai, rispondi, GRANDISSIMA TESTA DI-” e lì mifermerei davanti agli occhi attoniti dei bambini in sala. Perché comunque diciamocelo, qualunque film si vada a vedere, dalla vita di Leopardi al peggiore degli horror, qualche bambino in sala c’è sempre. Pronto a finire impanato e fritto.

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Infine ci sono anche quelli che evidentemente non possono pagarsi l’abbonamento in palestra quindi decidono di ovviare il problema usando le poltrone come sacchi per la boxe, solo che invece dei pugni tirano i calci.
Te lo tirerei anche io un calcio, dritto alla tempia. Da lasciarti tramortito una settimana.

Poi oh, così sembro una nazista del cinema, anche a me capita di fare qualche commento. Di solito i miei commenti scatenano l’ilarità generale, almeno, ma non potete essere tutti stupidi simpatici quanto me; dunque qualche commentino è lecito. Stiamo guardando un film per svagarci, sant’iddio.
Io credo che ogni persona con un quoziente intellettivo superiore a quaranta si renda conto di cosa sia fastidioso e cosa non lo sia, quindi se persevera nella rottura di balle credo sia lecito quantomento malmenarlo.

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Perché andare al cinema costa un sacco e io adoro andare al cinema, okay? E’ un’esperienza bellissima, con la musica alta, le immagini super nitide belle giganti che ti sembra di essere dentro la scena, mangiare i popcorn in santa pace senza neanche rendertene conto perché sei preso dal film… per quelle due ore esco dalla mia vita ed entro in quella dei personaggi, seguo una storia che non è la mia, lascio tutto fuori dalla sala e voglio vivermi il film al mille per cento, che poi alla fine mi piaccia o faccia schifo non ha importanza.
Sentire schiamazzi, risate, cellulari che suonano, commenti del cazzo da sapientino, strilla di bambini e chi più ne ha più ne metta mi rovina l’esperienza, e non è giusto.
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Quindi, complice la mia recente maratona di tutti i film Marvel, ho deciso che ora mi fabbricherò un costumee andrò di cinema in cinema ad ammutolire ‘ste capre. Non so bene quale sarà la mia arma, devo ancora lavorarci su, ma succederà.
Sara, la giustiziera mascherata del cinema.
Oppure Captain Sara, altro che Captain Marvel.
Shutup-Woman. 
Se avete consigli per il mio nome da supereroina (o superhashishina) ditemi pure, sono aperta a tutte le opzioni.

Argh.
Regà, sono in crisi.
Crisi della scrittrice di cose stupide, chevvi devo dì.
Ho almeno dodici bozze salvate qui ma ogni volta arrivo a metà e mi scazzo, non mi piace quello che sto scrivendo o come lo sto scrivendo, mi sembra di star annientando la lingua italiana con la mia incapacità assoluta di esprimere i concetti quindi finisco col chiudere tutto e andare a farmi una tisana ogni volta. 

Insomma, datemi tempo perché ho in preparazione un post sulla seconda stagione di “13”, un post su “Jurassic World” (vi avviso che sarà per la rubrica “Film Brut”), una quantità indefinita di post sulle mie disavventure degli ultimi tempi, cose stupide, cose più serie… Insomma, di roba ce n’è. Tutto sta nel capire quando mi ripiglio.

Intanto però ho deciso di scrivere un post semplicissimo, ovvero cose carine che mi sono state regalate per il compleanno, perché magari qualche idea può interessare anche a voi o servirvi.

Alloooora:

Sto a scherzà, spenderò tutto in rossetti e fumetti, chevvelodicoaffare. Al momento sto seriamente pensando di comprarmi FINALMENTE tutta la collezione di “The Sandman” di Neil Gaiman nella versione super bella con le copertine super fighe… Mamma mia. Povertà, tornerò presto tra le tue braccia.Risultati immagini per sandman neil gaiman

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  • Un buono della Feltrinelli da 25 euri, che so già spenderò in libri che mi avete consigliato voi nell’ultimo post! Quindi appena avrò deciso la lista definitiva vi farò sapere i titoli.

  • Ho rotto un sacco le balle anche per quest’altro regalo: le lenti per smartphone, per fare foto un po’ più fighe della media. Funzionano? Beh. Mah. Insomma. La macro mi piace molto anche se c’è un po’ da prenderci la mano, il grandangolo sfoca tutto quello che non è al centrissimo in modo un po’ fastidioso, però è gradevole… Il fisheye è divertente, devo testarlo in modo un po’ più approfondito che per fare foto stupide al naso del mio cane. 
    Ci sono di diversi prezzi e di diversi materiali, una volta che mi sarò fatta un’opinione su quelle che mi sono state regalate se vi interessa posso parlarne un pochito senza alcuna competenza tecnica ma con qualche foto di prova. Let me know.
  • Infine un regalo che mi sono auto fatta perché oh gente è il mio comple e se voglio spendere soldi in rossetti nonostante io ne abbia già circa seicento miliardi, lo faccio. Per citare Lesley Gore: “It’s my party and I cry if I want to”.
    Ovviamente di Mulac cosmetics, che adoro, e ovviamente dell’ultima collezione uscita, la Feminine Collection. Uomini e donne, se dovete fare dei regali a persone che amano il makeup andate qua, chiudete gli occhi e qualunque cosa compriate andrà bene.
    Io ho preso tre colorazioni (visto che sono stata brava?) e sono super soddisfatta, i colori sono fighi, la pigmentazione altissima, durano un botto, non seccano particolarmente le labbra… Insomma, approvatissimi. 

Okay penso di aver finito. Qualche regalo deve ancora arrivare, qualche regalo non so se arriverà mai, ovviamente quello che speravo di ricevere non era un regalo fisico e non è arrivato ma ahimè che ci dobbiamo fare. Almeno non sono Adinolfi, pensare a questo mi fa sempre sentire un po’ meglio con me stessa.

E voi come ve la passate? Io in una settimana sono riuscita a riprendere i pochi grammi che avevo perso con la palestra, ma vaffambagno. 
Auf wiedersehen!